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Chi domanda si espone all’altro nella sua povertà, chiede di essere accolto, accetta di rendere l’altro partecipe del suo bisogno, della sua mancanza. Ma la storia di Dio con l’uomo inizia proprio con la domanda che Dio pone nella sua ricerca dell’uomo: “Dove sei, Adamo?” (Gen 3,9); e Gesù si rivolge all’uomo con analoghe domande: “Che cosa cercate?” (Gv 1,38); “Chi cerchi?” (Gv 20,15). Cioè, prima di essere l’uomo che cerca, bussa e chiede, Dio stesso è colui che cerca l’uomo, bussa alla porta del suo cuore, lo interpella. Dio stesso è colui che fa fiducia all’uomo e lo interroga, che lo cerca, che bussa alla sua porta. Dio stesso è colui che anzitutto prega l’uomo. È dunque in Dio, e in Gesù Cristo, sua immagine tra gli uomini, che l’uomo trova il modello del suo pregare. Ecco perché “chi cerca trova, chi chiede riceve e a chi bussa sarà aperto”, non tanto perché ottenga qualcosa, ma perché chi chiede, cerca e bussa si trova nella situazione di Dio stesso, entra nel modo di essere di Dio, nella vita di Dio. Ovvero, “riceve lo Spirito santo” (cf. Lc 11,13).
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